Nel centro storico di Covo è presente una “santella” dedicata a San Lazzaro, venne eretta nel 1855 dai Covesi come voto in seguito ad un’epidemia di colera che colpì la popolazione. L’affresco, del pittore Giacomo Giordani, allievo di Giuseppe Diotti, rappresenta la consegna della reliquia di S. Lazzaro da parte di Frà Bellino Crotti cappellano di Bartolomeo Colleoni, signore a Covo, al parroco di Covo. Nel 1443, mentre il Colleoni guerreggiava intorno a Senigallia a capo delle truppe dei Visconti, il cappellano frà Bellino rovistava nella sacrestia di una chiesetta fuori città e trovava le reliquie di S. Maria Maddalena e S. Lazzaro, donate poi dal Colleoni, le prime alla Comunità di Romano e le seconde alla comunità di Covo (1449 d.C.). Narra la leggenda che nel momento in cui il Colleoni giunse in Covo col teschio di S. Lazzaro, le campane si misero a suonare autonomamente senza che nessuno le avesse toccate e che i cavalli non volessero proseguire il percorso. Questo piccolo miracolo spinse il Colleoni a donare a Covo la reliquia più preziosa.
